Ecologia dell'amore
Prigioniero di te Osservi le tristezze del mondoin suoi dolori e le sue pene infinite. Non bastano lacrime per colmare il vuoto che separa.

Prigioniero di te Osservi le tristezze del mondoin suoi dolori e le sue pene infinite. Non bastano lacrime per colmare il vuoto che separa.
col peso della tua solitudine E ricordi l'urlo di pauraQuando la prima volta Una luce ti colpìEspulso dal guscio protettivo Di tua madre.E oggi, adulto, cerchi ancoraqualcuno che ti tenga per mano e guidi i tuoi passie t'assale un senso di abbandono e vorresti gridarema il silenzio ti soffoca...
Non sai cosa sei Perché ti fermi alla superficieAll'apparenza A ciò che vediPensi e la mente Ti avvolge come in un sudarioE fatichi a rompere Il senso del tempoE della morte che gli porrà fine Sai di aver perso qualcosaMa non sai cosa, ti sei fermato al guscioalla crisalide...
Fari fluttuantifasciano i pontili remoti di un luogo sconosciuto.....osservo il buio negli intervalli di lucee sembra un vuoto senza fine. Sto fermo ad ascoltareil tremito del corpo e la paura prende la formadel tempo che scorre.....
Ora siamoDentro il tempo E la luceNon passa Se non attraversoL'illusione degli occhi Distesa respiriSul letto del bosco come fossi una fata,diafana e trasparente attraversata dal soleche impuntura la tua pelledi brividi di febbre.
con la sua assenza di luce......
prende vita e spazio la rabbia,
tagliente come un rasoio d'oro.
Agosto 2010 (Raccolta Il Percorso)
Il sole fora le nubi cocente, luminoso, potente.
Ho ascoltato la voce della mia coscienza,